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FORZA LOTTA VINCERAI, NON TI LASCEREMO MAI…

Nasceva 51 anni fa Sinisa Mihajlović. La sua storia è quella di un guerriero, fatta di tanti successi ma anche di tante cadute.

La Champions League vinta con la Stella Rossa nel 1990-1991, lo Scudetto vinto con la Lazio nel 2000.

Poi nel 2003 riceve una pesantissima squalifica di 8 giornata in seguito a una rissa sia con un giocatore, che con un assistente arbitrale. Poi la rinascita nell’Inter, e l’inizio della sua esperienza da allenatore.

Quella più recente di caduta la conosciamo tutti: il 13 Luglio 2019 annuncia in lacrime la sua malattia.

Ma come un guerriero, lui si rialza, combatte, non molla mai. È lui l’anima di questo Bologna. È lui l’anima di questo campionato. Forza Sinisa, non mollare mai. Siamo tutti con te…

Capitano, o mio capitano…

Il 6 Gennaio scorso Daniele de Rossi annunciava il suo ritiro dal mondo del calcio. Un lutto per tutti i tifosi del calcio nel mondo. Una delle ultime bandiere, che dopo i continui colpi di vento, è costretta a spezzarsi.

Ma il suo cuore pulsa ancora di amore per Roma, e state tranquilli che quello non si spezzerà mai. I 18 anni all’ombra del Colosso non si possono scordare. Le emozioni, le grida, i goal, le lacrime versate sono immagini indelebili nella mente di tutti i tifosi giallorossi. Non dimentichiamoci, oltre alla recente parentesi al Boca Juniors, della sua fondamentale presenza con gli Azzurri nel 2006, con cui alza la Coppa del Mondo.

Ora aspettiamo solo un suo ritorno in campo, stavolta dalla panchina. Forza Danié, torna a farci sognare, come solo tu sai fare…

Senti come “ringhia”!

Gennaro Ivan Gattuso nasce a Corigliano Calabro, una piccola cittadina in provincia di Cosenza, il 9 Gennaio 1978. Sin dai primi anni trascorsi in paese, anche grazie alla discreta carriera avuta dal papà Franco, si innamora del mondo del calcio, da cui mai più si staccherà. Il suo talento è sin da subito notato, e in seguito a un provino fruttuoso col Perugia è costretto a soli 12 anni a lasciare la città natale.

Questo lo forgierà particolarmente come persona e come calciatore. Grinta, cattiveria agonistica e carattere erano le sue caratteristiche principali in mezzo al campo. Qualità talmente apprezzate che esordirà a soli 17 anni in Serie A con la maglia della squadra umbra contro il Bologna. Era il 22 Dicembre 1996.

Solo 3 anni dopo arriverà la chiamata a tinte rossonere che cambierà per sempre la sua vita. Col Milan vince praticamente tutto, dando sempre il massimo in campo, conquistandosi l’affetto dei tifosi milanesi che mai lo lascerà. E dopo la salita sul tetto del mondo nel 2003, e i primi gettoni in Nazionale, arriverà anche la delusione più grande della sua vita : la finale di Istanbul. Ma si sa , un grande campione si rialza sempre.

E lui riuscì a farlo anche in fretta, perché in appena 2 anni diventa prima protagonista della Nazionale Azzurra targata Lippi con cui conquista il mondiale del 2006 e 1 anno dopo torna sulla vetta d’Europa battendo il Liverpool e prendendosi una grandissima rivincita personale. Gli ultimi anni al Milan sono intensissimi: prima lo Scudetto nella stagione 2010-2011 e la stagione successiva la rottura coi rossoneri a causa dei rapporti non proprio idilliaci con l’allora tecnico meneghino Max Allegri. Sembrava la fine di un’era. Il saluto a San Siro, ai tifosi, le lacrime versate per tutte quelle emozioni vissute.

Dopo il ritiro dal Sion nel 2013, inizia la sua carriera da allenatore giovanissimo. E sarà proprio nel Milan dove emergerà per le sue doti da condottiero e trascinatore anche dalla panchina, riuscendo ad ottenere l’incarico a Napoli l’anno successivo. Perché un amore non finisce mai, è per sempre… 

FEDE BERNA, IL NUOVO 10 DEGLI AZZURRI?

“Siamo in crescita, con Sarri continuerò a fare la mezzala”

Queste le recenti dichiarazioni di Federico Bernardeschi. Il ragazzo, cresciuto calcisticamente nella Fiorentina, aveva brillato per doti tecniche straordinarie fino ad essere acquistato dalla Juventus il 24 Luglio 2017 per la cifra di 40 milioni di euro.

Indubbiamente di quel Bernardeschi non rimane neanche l’ombra. Nella Juve non è mai riuscito a fare il salto di qualità tanto atteso, e dopo le numerose voci che lo vedevano al Milan a gennaio eccolo qui. Per non mollare mai.

Riuscirà secondo voi da mezzala a fare quel salto da campione che lo inscriverebbe nell’albo dei centrocampisti italiani più forti di sempre?

roma ai romanisti!

Due capitani si contrappongono la domenica del derby: uno se la ride in curva con gli amici,p ieno di felicità perchè puó godersi allo stadio senza esser disturbato la partita dell’anno per un romano come lui.

Il suo nome è Daniele De Rossi.L ’altro siede in panchina,sorride un po’ di meno. Lui quella partita la voleva giocare, ma Fonseca non lo considera da qualche tempo. Alessandro Florenzi ha bisogno di giocare (soprattutto in ottica europei) e vorrebbe farlo con la sua Roma, ma se la società non glielo permette è costretto a fare le valigie. Andrà a Valencia: prestito secco fino a giugno.

Valencia sarà solo una piccola parentesi della sua carriera, ma quando tornerà a Roma sarà solo per valutare nuove proposte in vista della nuova stagione, con la speranza per la Roma che il suo cartellino sia lievitato durante questi mesi. Ora la società affiderà la fascia a Dzeko(dopo 22 anni di capitani romani-romanisti)che ha dimostrato più e più volte l’attaccamento alla maglia. In un futuro la fascia spetterà all erede designato Lorenzo Pellegrini.

El PIBE D’ORO

60 metri separano Diego dalla porta in quella serata magica, Dio è con lui, forse anche il diavolo mi viene da pensare riguardando il primo gol.

Tocca spesso la palla come se attraverso la sua consistenza tattile voglia accertarsi che lei sia ancora lì,tra i suoi piedi.La accarezza solo con il sinistro, mai con il destro.

A centrocampo fa fuori i primi due con un cambio di direzione repentino e poi inizia la cavalcata verso Shilton.

Gli inglesi tentano di togliergli la sfera ma nulla possono quando affonda il dribbling. Dopo pochi secondi si trova faccia a faccia con il portiere, senza pensarci due volte salta anche lui e segna uno dei gol più belli della storia.

Questo gol rappresenta il calcio nella sua essenza: uno sport in grado di generare emozioni inspiegabili.

Diego Armando Maradona, il Dio del calcio